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Dall’inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa del 31/12/2005

Bologna cosmopolita
 

Sergio Pent

La dimensione narrativa di Marco Bettini (Lei è il mio peccato, Rizzoli, pp. 337) svolge un ruolo determinante nel disegnare il territorio sempre più affollato del noir italiano. Bettini sembra aver capito che non è sempre necessario spennellare sulla trama parentesi di realismo qualunqui¬sta per convincere il lettore a trovarsi di fronte a un Ellroy <de noantri>.

La realtà c'è, esiste in tutte le sue complicanze e si manifesta attraverso le azioni dei protagonisti, in una Bologna quasi aliena, affaticata, vittima di un cosmopolitismo che nessuna manovra politica è ancora riuscito a incasellare nel nostro vecchio provincialismo. Il capo della Omicidi,Paolo Mormino, è un protagonista concreto, solido, che si confronta con la globalizzazione della delinquenza e risolve casi umanamente veri, credibili, in cui i colpevoli si nascondono dietro la facciata di un perbenismo apparente o di un moralismo divenuto la maschera ideale del malaffare.
Il caso da risolvere questa volta parte dall'omicidio di un agente immobiliare nel parco di una clinica psichiatrica sui colli bolognesi, e attraversa un campo minato di appalti milionari, segreti di famiglia, ambiguità che nascondono l'ombra della follia. Le tentazioni non mancano, per Mormino, rappresentate dalla fidanzata della vittima, Francesca, con i suoi eccitanti video a luci rosse, e dalla direttrice sanitaria della clinica, la dottoressa Martelli.

Un noir classico e compatto senza sbavature, in cui tensione narrativa e attualità si fondono in un realismo concreto, sofferto, sintomatico di un mondo che non è più provincia ma che stenta ad accettare il percorso senza regole della globalizzazione..