Daniele Cambiaso
Color
sangue
e` un romanzo sorprendente, scritto da un autore bolognese
semi-esordiente, che ci propone una vera e propria discesa nell'inferno
della nostrana, nonche` attuale, realta` metropolitana.
Il
ritrovamento del cadavere, privato di tutte le interiora, di un
extracomunitario all'interno di una caverna abbandonata funge da
detonatore per l'esplosione di un'ondata di tensioni razziali. Ben
presto aumenta il numero dei morti, mentre procedono con sempre maggiore
difficolta` le indagini parallele di un capitano dei carabinieri, di un
dirigente della Scientifica e di un giornalista: le loro inchieste e le
loro complesse vicende private finiranno coll'intrecciarsi, sovrapporsi,
fino ad un epilogo sorprendente e amaro.
La
scrittura di Bettini e` asciutta, tesa , a tratti persino aggressiva e
sa trasmettere con efficacia tensione e inquietudine, seguendo una
lezione che, da un lato, omaggia il grande Izzo e, dall'altro, assume il
miglior Lucarelli (non a caso citato nei ringraziamenti finali) a
paradigma narrativo.
I
personaggi vengono tratteggiati ottimamente e risultano sempre credibili
nella loro ricorrente ambivalenza, ma e` la citta` la vera protagonista,
con le sue frontiere invisibili ma altrettanto invalicabili, lungo le
quali si fronteggiano la disperazione degli emigrati, la nuova
criminalita` d'importazione, l'intolleranza delle ronde civiche,
l'indifferenza del cosiddetto uomo della strada e gli scopi
incofessabili di personaggi torbidi e spregiudicati.
Il
contesto geografico in cui si svolge la vicenda non e` volutamente
precisato, ma a tratti, si puo` scorgere la Bologna odierna, nella quale
pare di capire che personaggi cari al lettore, come il buon "vecchio"
Sarti Antonio, faticherebbero non poco a muoversi e a riconoscersi.