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da www.ita-bol.com
Marco
Bettini, bolognese, al suo secondo romanzo firma un thriller giallo
convincente e appassionante, in cui cala tinte forti e movenze del
thriller d’oltreoceano in una storia tutta italiana. La scena del
crimine è una vecchia miniera nella periferia di una città, una grande
città in cui i quartieri operai hanno lasciato il posto prima ai
negozietti dormitorio dei cinesi, poi ai nordafricani e ora, dopo il
crollo dei regimi dell’Est, si apprestano ad accogliere albanesi,
polacchi, rumeni. Nella vecchia miniera un ragazzo arabo viene sventrato
e ucciso. La città (una città del Nord, dietro la quale si intravede
Bologna) è sull’orlo di una rivolta razziale mentre sul caso indagano,
in atavica competizione, Pietro Cau, capitano dell’Arma e Paolo Mormino,
capo della polizia scientifica. Ma una sua personale inchiesta la
conduce anche Marco Cambi, un giovane giornalista diviso tra il caso e
le sue sofferte vicende private. A tutti e tre toccherà una discesa agli
inferi nei labirintici bassifondi della città. |