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Da <Color sangue>
Erano
in mezzo a un corridoio con il soffitto basso, grezzo e solcato di
tubature. Le piastrelle bianche del pavimento formavano un curioso
contrasto con le pareti di cemento, nemmeno dipinte. A sinistra, il
corridoio si allungava per un centinaio di metri e non se ne vedeva
la fine. Sulla destra, dopo una trentina di metri, una semicurva
nascondeva il resto della corsia. Nelle pareti laterali non si
aprivano né finestre, né bocche di lupo. Attaccate al soffitto, una
serie di lampade, che Marco considerò d’emergenza, illuminava le
pareti con una luce violenta e poco diffusa allo stesso tempo.
Osservando meglio, il giornalista notò che per ogni lampada accesa
due non funzionavano. Lo spazio tra una luce e l’altra era molto più
grande di quanto avrebbe dovuto essere. |