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I sotterranei del Policlinico

I sotterranei
I sotterranei

Foto Ferrari

Da <Color sangue>

     Erano in mezzo a un corridoio con il soffitto basso, grezzo e solcato di tubature. Le piastrelle bianche del pavimento formavano un curioso contrasto con le pareti di cemento, nemmeno dipinte. A sinistra, il corridoio si allungava per un centinaio di metri e non se ne vedeva la fine. Sulla destra, dopo una trentina di metri, una semicurva nascondeva il resto della corsia. Nelle pareti laterali non si aprivano né finestre, né bocche di lupo. Attaccate al soffitto, una serie di lampade, che Marco considerò d’emergenza, illuminava le pareti con una luce violenta e poco diffusa allo stesso tempo. Osservando meglio, il giornalista notò che per ogni lampada accesa due non funzionavano. Lo spazio tra una luce e l’altra era molto più grande di quanto avrebbe dovuto essere.