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dal
quotidiano <il Resto del Carlino> del 9 dicembre 2003, pagina 1
(inserto regionale)
Troppa acqua
Un racconto ispirato alle vicende di Acquabomber
di
Marco Bettini
Ho dei sospetti sul mio
vicino. Non è proprio un tipo a posto. Mi sorride sempre, la mattina,
quando lo incrocio sul pianerottolo, ma è un ipocrita che farebbe di
tutto pur di crearmi problemi. A ogni riunione condominiale cerca di
mettermi in cattiva luce con gli altri inquilini. Se lancio una proposta
sorride, fa cenno di sì con la testa, poi interviene fingendo di
appoggiarmi in modo talmente confuso e contradditorio da convincere la
gente a bocciare la mia idea. Non è stupido. Lo fa apposta, dietro il
suo sorriso falso. Perchè mi odia, detesta mia moglie, mia figlia, e il
nostro modo di vivere. Secondo me, in realtà, ci invidia.
Lui, invece,
vive solo. Avrebbe l'opportunità di mettersi a giocare con le bottiglie,
ma non è questo che alimenta i miei sospetti. Il problema è che ha una
vera fissazione per l'acqua. Non parla d'altro. L'acqua è il suo
pallino, il suo chiodo fisso, la strada fluida dove affermare la sua
identità. E' insano, maniacale. Continua ad assillare tutti su come
contenere i consumi, risparmiare sulla bolletta, riparare le condutture
in economia. Sembra che non voglia perdersene una goccia e non voglia
neppure pagare mezzo euro per l'acqua che usa. Però una volta alla
settimana torna a casa con quattro cestini da sei. Decisamente un po'
troppi per un uomo solo.
E non c'è solo
l'acqua. E' fissato anche con i supermercati. Per un anno l'ho
incontrato regolarmente in quello sotto casa. Poi mi sono stufato di
salutare la sua ipocrisia e ho cambiato supermercato. Sono andato in un
altro quartiere, lontano da casa nostra, e dopo due volte l'ho
incontrato di nuovo. Quando ho mostrato la mia sorpresa
nell'incrociarlo, con i suoi cestini di acqua nel carrello, si è
giustificato dicendo che la Liquidissima la vendevano solo lì, ormai.
Allora ho cominciato a frequentare un iper dalla parte opposta della
città. Tempo un mese e me lo sono ritrovato davanti, con le sue
bottiglie di plastica di Liquidissima e quel mezzo accenno di
benevolenza disegnato dalle pieghe della bocca. Vorrei farglielo
ingoiare insieme ai denti, ma io detesto il sangue, e poi forse lui non
aspetta altro per rivalersi in qualche modo del fatto di non essere me.
E' per questo
che con la siringa riempio di ammonio quaternario le bottiglie di
plastica dei supermercati. Se posso, privilegio la Liquidissima. Sempre
che non mi segua perchè ha scoperto il mio gioco, prima o poi il mio
vicino ne berrà una che gli ho confezionato io. |