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Da <Color sangue>
Marco
gettò lo sguardo dentro il primo capannone e vide un enorme spazio
che si dilatava nella penombra, col pavimento coperto di frammenti
di legno e cassoni di metallo arrugginito.
Gli
spazi individuali erano divisi da vecchi mobili ad ante, rotti ma
ancora buoni per contenere pentole e masserizie. In mezzo al
capannone, in una specie di salotto, troneggiava un divano viola
costellato di buchi e infiorescenze di pelle slabbrata. Davanti al
divano, un tappeto blu sfilacciato copriva il pavimento. I letti di
cartone poggiavano su pagliericci allestiti con pneumatici e
materassi spaccati a metà |