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da <Lei è il mio peccato>
La
clinica sorgeva in cima a una collina. Per raggiungerla in auto
bisognava imboccare una strada molto ripida e superare un cancello
di ferro dove campeggiava l’insegna della casa di cura. Da lì
partiva una serpentina asfaltata che si snodava attraverso due
secchi tornanti e sfociava nel piazzale. I padiglioni e l’area
antistante erano invisibili da qualsiasi punto della collina,
nascosti dalla pendenza e dalla vegetazione. |